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MOVIMENTI ARTISTICI: |
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E' molto importante conoscere gli artisti che hanno scritto pagine memorabili nel grande libro della storia dell'arte, ma è altrettanto importante conoscerne il percorso artistico e le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questo piuttosto che quel movimento artistico. Risulta evidente che il periodo storico e le vicissitudini del momento ne caratterizzano fortemente il percorso ma non solo.... andiamo a scoprire insieme quali e quanti movimenti artistici hanno lasciato un' impronta in questo meraviglioso mondo e il perché. "Per gli altri popoli, l'Italia è ancora una terra di morti, un'immensa Pompei biancheggiante di sepolcri. L'Italia invece rinasce, e al suo risorgimento politico segue il risorgimento intellettuale. Nel paese degli analfabeti vanno moltiplicandosi le scuole: nel paese del dolce far niente ruggono ormai le officine innumerevoli: nel paese dell'estetica tradizionale spiccano oggi il volo ispirazioni sfolgoranti di novità. "Manifesto dei pittori futuristi" 11 Febbraio 1910.
Il passato ha indubbiamente lasciato tracce
più evidenti in Italia, nonostante le innumerevoli guerre e invasioni
subite nel corso dei secoli, che in qualsiasi altro paese d'Europa. Lo
straniero che visiti questo paese è sopraffatto da una tale abbondanza
di reperti architettonici, di pitture, sculture e manufatti, etruschi,
romani, medievali,
rinascimentali e
barocchi, che finisce
inevitabilmente per trascurare la cultura visiva di quest'ultimo secolo.
In Italia esistono pochi importanti musei dedicati specificamente
all'arte del XX secolo, e anche quei pochi, i più noti si trovano a
Roma e a Milano, non sono sufficientemente rappresentativi, se
confrontati con le collezioni francesi, tedesche, americane e perfino
britanniche. Questo perché la conservazione del passato ha sempre
gravato pesantemente sulle risorse umane e finanziarie dell'Italia. "Ci ribelliamo alla supina ammirazione delle vecchie tele, delle vecchie statue, degli oggetti vecchi e dell'entusiasmo per tutto ciò che è tarlato, sudicio, corroso dal tempo. [...] Siamo nauseati dalla pigrizia vile che dal Cinquecento in poi fa vivere i nostri artisti d'un incessante sfruttamento delle glorie antiche."
Attraverso scandali, provocazioni e
un'incessante propaganda i
futuristi
Giacomo Balla,
Umberto Boccioni,
Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini, incoraggiati e appoggiati da
quello straordinario promotore artistico che fu
Filippo Tommaso
Marinetti, fecero conoscere le loro opere a Parigi e a Londra, in
Germania e in America, e sebbene la loro produzione artistica fosse
limitata rispetto a quella dei
cubisti, ogni loro quadro era concepito
come un manifesto politico ed estetico. La forza d'impatto insita nelle
immagini e nelle parole di questo gruppo è stata molto bene evidenziata
nella mostra "Futurismo & Futurismi" tenutasi a Palazzo Grassi a
Venezia nel 1985. Gruppi
futuristi spuntarono ovunque, in Inghilterra, con il movimento
vorticista, in Francia, in Germania, in Russia e
perfino in Messico e Giappone. Alla vigilia della "grande guerra" l'arte
mondiale era attraversata da un impulso dinamico. Se le invenzioni di
Georges Braque e di
Pablo Picasso hanno inciso in maniera più
rivoluzionaria e quindi più storica sull'espressione artistica, sono in
realtà le opere
futuriste, con la violenza dei loro messaggi e la
capacità di catturare l'attenzione, che hanno scioccato e scosso il
mondo. Il
futurismo voleva ripulire l'Italia dalla storia e far posto al
nuovo, alla violenza all'ostinazione, cosa che la cultura del passato
non era disposta a concedere facilmente. In effetti è nel dialogo tra
rinnovamento e tradizione che va individuata la forza dell'arte italiana
di questo secolo. La tensione tra desiderio del nuovo
e consapevolezza del passato ha contraddistinto i più eterogenei
movimenti artistici italiani del Novecento. Se l'arte moderna tedesca, nella sua manifestazione più caratteristica, l'espressionismo, si è
sempre concentrata su se stessa, l'arte italiana ha sempre dovuto
confrontarsi con luoghi culturalmente disomogenei. La cultura italiana è
infatti caratterizzata da fratture e contraddizioni tra Nord e Sud, da
rivalità tra province, città e paesi che hanno influenzato profondamente
il campo delle arti visive.
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