PICASSO L’ALTRA METÀ DEL CIELO

Spoleto ArtFestival

L'edizione del 2018 si preannuncia ricca di novità e ancora più internazionale.

Spoleto FestivalArt 2018

Si è da poco conclusa l‘edizione 2017 di questa importante manifestazione e sebbene stiano ancora scorrendo i titoli di coda siamo già proiettati alla prossima edizione Andiamo però con ordine: facciamo intanto le valutazioni dell'edizione 2017, analizzando i dati che abbiamo raccolto durante l’evento, dati che ci confortano confermando il trend in crescita per un evento che sta raccogliendo sempre più consensi ed entusiasmo sia da parte degli artisti che vi prendono parte sia dagli operatori del settore, regalandoci quindi, la voglia di credere in questo appuntamento, che peraltro assume sempre più connotazioni internazionali. Ma vediamo i dati: Lo Spoleto Art Festival 2017 ha avuto un più 30 per cento di aumento di espositori e i provider che vi hanno aderito sono stati 98, suddivisi in 54 locations storiche della città di Spoleto, pubbliche, private, laiche e religiose. Oltre 2500 gli artisti presenti, con 2000 articoli giornalistici usciti, 30 televisioni che hanno fatto i servizi ( compreso Rai 1 o uno speciale di Rai 5), 5 speciali reportage da parte di tv nazionali straniere, oltre 1000 cataloghi venduti ( distribuzione A.Mondadori) al 15 novembre ( cifre che nemmeno Bologna Art Fiera si può permettere di vantare). Il 70 per cento degli spazi sono già prenotati per il 2018 (28 settembre - 01 ottobre). Per il 2018 le location saranno aumentate da 54 a 65 con una presenza massiccia di artisti, galleristi ed associazioni straniere. Sono numeri da capogiro che vi fanno capire quale sia il valore di questo evento e quanto sia importante parteciparvi. Tutte le location della città hanno valenza storica e questa edizione sarà particolarmente importante perché verrà anche celebrato il decennale della morte di Giancarlo Menotti, storico ideatore del “Festival dei due mondi di Spoleto” per cui la presenza mediatica di stampa e tv sarà ancora più massiccia.

Per informazioni: ing.robertogirardi@gmail.com

Roberto Girardi

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Alcuni artisti dello Spoleto ArtFestival 2018

 Dorisca (Doris Scaggion) Coraggio espressivo e grande passione…

 Secondo la teoria cognitivista, ogni individuo conferisce significato a ciò che vede facendo ricorso alla memoria visuale, determinata dalla cultura visiva e dalle esperienze percettive, per cui dare interpretazione a quello che Doris rappresenta non sarebbe altro che raccontare quello che io e solo io vedo. Un interessante esercizio sui sentimenti che sono intrisi nella tela sarebbe invece più utile per capire gli aspetti descrittivi di Doris, che hanno come comune denominatore la forte passione per l’Arte, l’amore per la musica e che coinvolge ovviamente, tutte le persone che percorrono quell’impervia strada, perché si fa Arte per parlare della vita, del coinvolgimento nelle passioni, del rapporto tra le cose che facciamo e il nostro modo di esistere ed è cosa assai difficile, ma questa caratteristica non sfugge certo a Doris che dispensa a piene mani sulla tela quello che prova nella sua mente artistica. L’utilizzo di colori accesi e brillanti denota la necessità di comunicare passione, di trasmettere apertura verso lo spettatore che come in uno scorcio di vita osserva il dipinto per trarne sensazioni e scrutare il mondo attraverso quella finestra che l’artista gli offre, è una visione a tratti forte, che ricalca in qualche modo la corrente dei “fauves” e che genera intense emozioni, soprattutto se paragonato alle tiepide tinte di un acquerello, ma che rasserena per la gioia espressiva e la coerenza strutturale che ci ricorda una fiaba fanciullesca. In ogni lavoro Dorisca ripercorre scenari diversi con la stessa intensità, per ricordarci che in fondo la vita è gioia e piacere, di non prenderla troppo seriamente perché quello che passa e che ci siamo persi, non tornerà più! Tempus fugit...

Roberto Girardi

Giornalista e critico d'Arte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gerhard Richter   Mark Rothko   Georges Braque   Andy Wharol   Artinvest2000. Salvador Dalì: "Gli orologi molli: la persistenza della memoria" 1931.